Edilizia e Sicurezza Sismica: La Cassazione delinea la linea sottile tra Autorizzazioni, Opere Rilevanti e Minori

Il mondo delle costruzioni e delle leggi che lo regolamentano nel tempo sta tentando di trovare un filo conduttore e soprattutto una visione univoca. Cosa succede quando si tratta di lavori in zone a rischio sismico? Scopriamolo insieme attraverso due sentenze recenti della Cassazione.

Prima però rivediamo la distinzione che fa il Testo Unico Edilizia fra le opere rilevanti e quelle di minore rilevanza o prive di rilevanza per la pubblica incolumità.

L’Art. 94 bis – Disciplina degli interventi strutturali in zone sismiche recita:”Ai fini dell’applicazione delle disposizioni di cui ai capi I, II e IV della parte seconda del presente testo unico, sono considerati, nel rispetto di quanto previsto agli articoli 52 e 83:

a) interventi «rilevanti» nei riguardi della pubblica incolumità:

  1. gli interventi di adeguamento o miglioramento sismico di costruzioni esistenti nelle località sismiche ad alta sismicità (zona 1) e a media sismicità (zona 2, limitatamente a valori di accelerazione ag compresi fra 0,20 g e 0,25 g);
  2. le nuove costruzioni che si discostino dalle usuali tipologie o che per la loro particolare complessità strutturale richiedano più articolate calcolazioni e verifiche, situate nelle località sismiche, ad eccezione di quelle a bassa sismicità (zone 3 e 4);
  3. gli interventi relativi ad edifici di interesse strategico e alle opere infrastrutturali la cui funzionalità durante gli eventi sismici assume rilievo fondamentale per le finalità di protezione civile, nonché relativi agli edifici e alle opere infrastrutturali che possono assumere rilevanza in relazione alle conseguenze di un loro eventuale collasso, situati nelle località sismiche, ad eccezione di quelle a bassa sismicità (zone 3 e 4)

b) interventi di «minore rilevanza» nei riguardi della pubblica incolumità:

1. gli interventi di adeguamento o miglioramento sismico di costruzioni esistenti nelle località sismiche a media sismicità (zona 2, limitatamente a valori di ag compresi fra 0,15 g e 0,20 g) e zona 3;

2. le riparazioni e gli interventi locali sulle costruzioni esistenti, compresi gli edifici e le opere infrastrutturali di cui alla lettera a), numero 3)».

3. le nuove costruzioni che non rientrano nella fattispecie di cui alla lettera a), n. 2);

3-bis. le nuove costruzioni appartenenti alla classe di costruzioni con presenza solo occasionale di persone e edifici agricoli di cui al punto 2.4.2 del decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti del 17 gennaio 2018;

c) interventi «privi di rilevanza» nei riguardi della pubblica incolumità:

  1. gli interventi che, per loro caratteristiche intrinseche e per destinazione d’uso, non costituiscono peri

Ma cosa si intende con opere rilevanti? Immaginatevi nuove costruzioni strutturalmente complesse o interventi per migliorare la sicurezza sismica di edifici esistenti. Queste, secondo l’articolo 94-bis del Testo Unico Edilizia, richiedono l’autorizzazione sismica. E qui entra in gioco la prima sentenza, la numero 18267/2023 della Cassazione.

E cosa è successo in questa sentenza? Un cittadino aveva sostituito il solaio di copertura di un’abitazione, senza però ottenere l’autorizzazione sismica necessaria. Il Tribunale aveva ritenuto che quest’opera rientrasse tra quelle rilevanti, richiedendo quindi l’autorizzazione. Ma la Cassazione ha confermato questa decisione, sottolineando che la sostituzione integrale di un solaio e del tetto può influire sulla pubblica incolumità in caso di terremoto.

Ma ora veniamo all’altro lato della medaglia, le opere di minore rilevanza. Queste non richiedono l’autorizzazione sismica, ma attenzione: non sono tutte esenti. Un’altra sentenza, la numero 28013/2023 della Cassazione, ha gettato luce su questa questione.

Cosa è accaduto in quest’altra occasione? In un’abitazione in zona sismica, è stato creato un appartamento al posto del garage. Inizialmente, il Tribunale aveva richiesto l’autorizzazione sismica per questo intervento. Ma la Cassazione ha stabilito che non tutte le opere in zona sismica necessitano automaticamente di questa autorizzazione. Bisogna valutare l’entità degli interventi e il loro impatto sulla sicurezza pubblica. Nel caso in questione, i giudici hanno condiviso e ammesso che la struttura non era stata alterata in modo significativo.

Le sentenze della Cassazione accentuano le sfaccettature delle opere rilevanti e di quelle di minore rilevanza. Va da sé che le opere rilevanti necessitano di un’apposita autorizzazione sismica, ma non possiamo dimenticare l’altro aspetto della medaglia: l’approccio caso per caso. L’entità dell’intervento e il suo potenziale impatto sulla sicurezza pubblica sono la bussola che guida il giudizio.

L’articolazione del D.P.R. 380/2001 offre una chiara definizione degli interventi rilevanti, ponendo l’accento su lavori quali adeguamenti e miglioramenti sismici, nuove costruzioni con particolare complessità strutturale e opere di interesse strategico. D’altro canto, gli interventi di minore rilevanza o privi di rilevanza, sono esentati dall’obbligo di autorizzazione sismica.

Le sentenze in questione si inseriscono con pertinenza in questo quadro giuridico. Nella prima sentenza, la Cassazione stabilisce che non ogni intervento in zona a rischio sismico richiede necessariamente un’autorizzazione sismica. Si sottolinea che la valutazione dell’impatto sismico deve essere valutata caso per caso, con attenzione all’entità dei lavori e al potenziale rischio per la sicurezza pubblica.

Nella seconda sentenza, la Cassazione ribadisce l’importanza dell’autorizzazione sismica per opere di rilievo. La sostituzione integrale del solaio e del tetto, pur rappresentando lavori significativi, richiede l’autorizzazione preventiva in quanto rilevante per la sicurezza pubblica in zona sismica. Inoltre, si sottolinea che la normativa antisismica non contempla forme di sanatoria postuma per interventi eseguiti senza autorizzazione.

In definitiva, queste sentenze non solo enucleano i dettami legali, ma rappresentano lucide prospettive sulla giustizia in materia edilizia in zone sismiche. Riaffermano il principio che la sicurezza pubblica è preminente e che la valutazione dell’autorizzazione sismica è una pietra angolare nell’edificazione di un futuro resiliente. La sinergia tra il quadro giuridico e le sentenze della Cassazione si traduce in una visione più chiara, basata sulla responsabilità e l’attenzione alla sicurezza nella creazione e nell’adattamento delle strutture nel nostro paesaggio urbano.

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